Nel viterbese, una polemica accende il dibattito tra gli studenti e l’istituto superiore Mariano Buratti a causa delle rigide temperature invernali. In risposta alle segnalazioni di malfunzionamenti del sistema di riscaldamento, gli studenti, supportati dal sindacato studentesco Rete degli Studenti Medi, hanno intrapreso un’iniziativa per monitorare le temperature all’interno delle aule. Tuttavia, l’azione non è stata ben accolta dalla dirigenza scolastica, culminando nel sequestro dei termometri.
La protesta degli studenti e l’intervento del sindacato
Gli studenti del liceo classico Mariano Buratti di Viterbo, esasperati dalle basse temperature nelle aule, hanno deciso di agire in prima persona. Armati di termometri forniti dal sindacato studentesco Rete degli Studenti Medi, hanno iniziato a misurare la temperatura nelle aule per verificare se fossero rispettati i limiti di legge. Le segnalazioni degli studenti descrivono una situazione di disagio, con temperature che rendono difficile lo svolgimento delle normali attività scolastiche. Il sindacato ha sottolineato come la temperatura in alcune aule sia scesa fino a 14 gradi, ben al di sotto dei limiti stabiliti dalla normativa vigente.
L’iniziativa del sindacato studentesco mirava a fornire agli studenti gli strumenti per documentare le condizioni ambientali nelle aule e far valere i propri diritti. La normativa italiana (D.Lgs. 81/08) stabilisce che la temperatura negli ambienti di lavoro, inclusi gli istituti scolastici, deve essere compresa tra i 18 e i 22 gradi. Il superamento di questi limiti può compromettere la salute e la sicurezza degli studenti, oltre a influire negativamente sulla loro capacità di apprendimento.
La reazione della dirigenza scolastica
La risposta della dirigenza scolastica del liceo Buratti è stata inaspettata e ha suscitato forti critiche. Secondo quanto denunciato dal sindacato studentesco, la preside avrebbe sottratto agli studenti i termometri utilizzati per misurare la temperatura nelle aule. Questo gesto è stato interpretato come un tentativo di impedire agli studenti di documentare le reali condizioni ambientali e di far valere i propri diritti.
Il sindacato Rete degli Studenti Medi ha condannato fermamente il comportamento della dirigente scolastica, definendolo autoritario e inaccettabile. Secondo il sindacato, il sequestro dei termometri è un atto arbitrario che viola il diritto degli studenti a esprimere le proprie preoccupazioni e a far rispettare la legge. Inoltre, il sindacato ha sottolineato che i termometri sono oggetti innocui e non vietati da alcun regolamento scolastico.
Richiesta di dialogo e rispetto dei diritti degli studenti
Il sindacato Rete degli Studenti Medi ha chiesto un cambio di rotta da parte della dirigenza scolastica, invitandola al dialogo e all’ascolto delle istanze della comunità studentesca. Secondo il sindacato, la risposta alle segnalazioni degli studenti non può essere l’intimidazione e il sequestro arbitrario di oggetti, ma piuttosto l’apertura e la disponibilità a risolvere i problemi.
Il sindacato ha ribadito la propria determinazione a difendere il diritto allo studio degli studenti e a garantire che le aule siano luoghi sicuri e accoglienti. A tal fine, ha chiesto che episodi come quello accaduto al liceo Buratti non si ripetano più e che vengano adottate misure concrete per migliorare le condizioni ambientali nelle aule e garantire il rispetto dei limiti di temperatura previsti dalla legge.