Il Forte Sangallo di Civita Castellana ha registrato un aumento del 19,2% di visitatori nel 2025, un dato che testimonia la crescente attrattiva del patrimonio culturale della Tuscia. Questo risultato è emerso durante la conferenza stampa “Visioni, identità e prospettive. Un nuovo racconto per i musei del Lazio”, tenutasi a Castel Sant’Angelo a Roma, dove sono stati presentati i dati della Direzione regionale musei nazionali Lazio.
Un sistema museale resiliente nonostante i cantieri
Il sistema museale regionale del Lazio ha registrato oltre un milione di ingressi nel 2025, un dato che indica stabilità nonostante i lavori di riqualificazione finanziati dal Pnrr. Questi interventi hanno spesso comportato chiusure parziali o temporanee, ma l’interesse dei turisti e dei residenti non è calato. Il Forte Sangallo di Civita Castellana si distingue in questo contesto, inserendosi in un trend positivo che coinvolge anche altri centri della regione.
Musei come spazi vivi e digitali
Il successo del Forte Sangallo e degli altri siti culturali passa attraverso una nuova strategia di comunicazione e identità visiva. I musei non sono più semplici contenitori di reperti, ma infrastrutture culturali capaci di generare valore sociale. La strategia del ministero della Cultura punta sullo storytelling e sulla partecipazione, sfruttando canali social che hanno visto raddoppiare le interazioni nell’ultimo trimestre. L’obiettivo è trasformare la visita in un’esperienza di dialogo costante tra la storia e il presente, rendendo i luoghi della cultura accessibili e contemporanei.
Prospettive future e riaperture
Il 2026 si annuncia come l’anno del rilancio definitivo grazie alle riaperture programmate di siti strategici, tra cui Vulci e altre realtà della provincia. L’obiettivo è consolidare un modello di gestione che metta al centro la relazione con le comunità locali. Elisabetta Scungio, direttrice della Drmnl, ha dichiarato che l’obiettivo è costruire un sistema museale sempre più aperto, accessibile e connesso ai territori, capace di parlare a pubblici diversi e di essere parte attiva della vita delle comunità.