Appello per il turismo

Montefiascone, Zuffi lancia un appello: “Turismo in crisi, la città deve diventare Capitale della Francigena”

L'esponente politico denuncia l'immobilismo e chiede una strategia integrata per valorizzare le risorse storiche e culturali

Montefiascone, Zuffi lancia un appello: “Turismo in crisi, la città deve diventare Capitale della Francigena”

Montefiascone, gioiello storico e culturale della Tuscia, si trova a un bivio. Secondo l’esponente politico Zuffi, la città non ha saputo trasformare il proprio immenso patrimonio in un polo turistico di rilievo. Un’accusa che punta il dito contro l’immobilismo e la mancanza di una visione strategica, elementi che avrebbero frenato lo sviluppo del settore negli ultimi anni.

Un patrimonio inespresso

Montefiascone vanta attrattori di rilievo nazionale e internazionale, dalla Via Cassia romana al Lago di Bolsena, dalla Rocca dei Papi alla Basilica di Santa Margherita, fino ai celebri vini Est! Est!! Est!!! La posizione strategica lungo la Via Francigena e l’incrocio storico tra Francigena e Romea Germanica davanti alla chiesa di San Flaviano rappresentano, secondo Zuffi, un unicum che potrebbe diventare il fulcro di una nuova identità turistica. La proposta di candidare la città a “Capitale della Francigena” è stata rilanciata dopo il congresso del 2 febbraio 2025, ma finora non ha trovato concretezza.

Critiche alla gestione e proposte per il futuro

Nel mirino di Zuffi finisce l’assenza di una strategia strutturata. Montefiascone, infatti, non ha partecipato nemmeno quest’anno alla BIT di Milano, uno dei principali appuntamenti nazionali per la promozione territoriale e l’attrazione di investimenti. Le risorse intercettate negli ultimi cinque anni sarebbero modeste rispetto al potenziale del territorio e ai risultati ottenuti dai comuni limitrofi. Particolarmente critica, secondo Zuffi, la gestione dell’Anno Giubilare, evento che si ripete ogni 25 anni e che avrebbe potuto rappresentare un’occasione irripetibile di rilancio. A fronte di una stima di 35 milioni di pellegrini attesi a pochi chilometri dalla città, Montefiascone non sarebbe riuscita a intercettare flussi significativi né a strutturare un’offerta adeguata.

La proposta è quella di un cambio di passo radicale: una strategia organica che punti sulla promozione dei cammini storici, sullo sviluppo di itinerari enogastronomici, sportivi e religiosi, sulla partecipazione sistematica ai grandi eventi di settore e sull’attivazione di fondi europei, regionali e ministeriali. “Il turismo non è un dettaglio, ma economia, lavoro e futuro”, è il messaggio che accompagna l’appello a una nuova guida politica capace di coordinare risorse e visione in vista del quinquennio 2027-2032. Per Zuffi, il tempo dell’immobilismo è terminato: Montefiascone deve unire turismo e cultura in una strategia di rilancio strutturale e duraturo.

Un futuro da costruire insieme

La sfida per Montefiascone è quella di trasformare le critiche in opportunità. L’appello di Zuffi è un invito a guardare al futuro con determinazione e lungimiranza. La città ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento per il turismo culturale e religioso, ma è necessario un impegno concreto e una visione condivisa. Solo così Montefiascone potrà esprimere appieno il proprio potenziale e offrire ai visitatori un’esperienza unica e indimenticabile.